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CricketMan79
Posted: Sunday, March 29, 2009 9:04:08 PM
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Ciao a tutti
come usare il congiuntivo.... per esempio

I knew that he would not like it ho saputo che non lo fosse piacuto

sono sempre confuso quando che + he wuold not / she would not / she should have ecc ecc

Anche e questo frase congiuntivo

They told me that they forgot to book the hotel room for next saturday

Mi Hanna detto che abbiano dimenticato prenotare la camera per la prossima sabato

grazie mille
Simon

elisa
Posted: Monday, March 30, 2009 6:58:57 AM
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Ciao Simon!

Nella prima frase ti consiglio di usare il condizionale

I knew that he would not like it
Sapevo che non gli sarebbe piaciuto


Il condizionale inglese (would) si traduce solitamente con le forme del condizionale italiano

Condizionale:

Il condizionale si forma dalla radice del futuro e ha due tempi: presente e passato

1) Il Condizionale Presente (o semplice) si usa: per espressioni di cortesia, per esprimere la possibilità di realizzare un azione, per esprimere un desiderio, per manifestare un dubbio.


2) Il Condizionale Passato (o composto) si usa: per esprimere un'azione passata che non può più essere cambiata oppure per esprimere un'azione futura nel passato.

Nella seconda frase è sufficiente l'indicativo.

They told me that they forgot to book the hotel room for next saturday
Mi hanno detto che hanno dimenticato di prenotare la camera per sabato prossimo


Per l'uso del congiuntivo ti consiglio il seguente schema tratto da A.L. Lepschy / G. Lepschy, La lingua italiana. Storia, varietà dell'uso, grammatica, Milano, Bompiani, 1981, pp. 202-206, con qualche modifica:

Innanzitutto, dobbiamo vedere in quali casi il congiuntivo è sostituibile con l'indicativo. Abbiamo casi diversi.


1. Congiuntivo nelle proposizioni reggenti

1.1. Con le forme di cortesia: Se ne vada!
1.2. In espressioni di desiderio, speranza, comando: possiate avere tutto il successo che meritate; Dio vi benedica; che non si ripeta!
1.3. In esclamazioni: vedessi che lusso!
1.4. In espressioni di dubbio: che sia finito?
1.5. In espressioni con valore concessivo: vada per la pizza; va bene, che venga anche lui

2. Congiuntivo nelle proposizioni dipendenti: uso obbligatorio

2.1. Dopo le seguenti congiunzioni: affinché; benché, sebbene, quantunque; purché, a condizione che, a patto che; a meno che; qualora, per il caso che; prima che; senza che; che (in che io sappia)
2.2. Dopo espressioni impersonali come: è bene / è meglio che; bisogna che; conviene che; è facile / è difficile che; è necessario che; è probabile / è improbabile che; può darsi che, può essere che; è raro che; è utile / inutile che; vale la pena che.
2.3. Dopo verbi che esprimono desiderio, speranza, permesso, ordine, interdizione: augurarsi, lasciare, permettere, sperare, volere
2.4. Con aggettivi e pronomi indefiniti: qualunque cosa succeda non preoccuparti; chiunque sia, non voglio vederlo.
2.5. In proposizioni giustapposte alla reggente, come: lo faremo costi quel che costi.

3. Congiuntivo nelle proposizioni dipendenti: uso facoltativo

3.1. Nel periodo ipotetico dell'irrealtà: se tu l'avessi fatto, sarebbe stato meglio / se lo facevi, era meglio.
3.2. Dopo espressioni impersonali come: è bello / è brutto che; è naturale che; è peccato che; è strano che; dispiace che: è bello che tu stia con noi / è bello che tu stai con noi.
3.3. Dopo verbi che esprimono opinioni: credere che, parere che, sembrare che: credo che tu abbia ragione / credo che tu hai ragione.
3.4. Dopo verbi di dire e sapere, nelle forme negative e interrogative: (non) dire che, (non) sapere se, o dopo verbi di richiesta: chiedere / domandare se: non dico che lui abbia torto / non dico che lui ha torto; sai se sia vero? / sai se è vero?; gli ho chiesto se fosse passato Gianni / gli ho chiesto se è passato Gianni.
3.5. Dopo verbi che indicano piacere, dispiacere, ira, rammarico, timore, sorpresa: essere arrabbiato, aver paura, esser contento / scontento, essere felice / infelice, rammaricarsi, rincrescere, essere sorpreso, essere stupito, stupirsi: sono contento che tu venga presto / sono contento che vieni presto.
3.6. In espressioni comparative, superlative, indefinite: è più grande di quanto mi aspettassi / è più grande di quanto mi aspettavo; Ugo è l'unico che sia venuto / Ugo è l'unico che è venuto.
3.7. In proposizioni introdotte da che anteposte alla reggente: che tu sia forte, lo so / che sei forte, lo so.
3.8. Nelle interrogative indirette: ho chiesto chi fosse / ho chiesto chi era.

4. Congiuntivo nelle proposizioni dipendenti: casi nei quali l'uso del congiuntivo dà alla frase un valore semantico diverso da quello che alla stessa frase dà l'uso dell'indicativo

4.1. Dopo alcuni verbi che esprimono opinioni: si capisce che siano arrabbiati (è comprensibile che lo siano) / si capisce che sono arrabbiati (è evidente che lo sono).
4.2. Dopo espressioni subordinanti come in: aspetta che venga (aspetta fino a che viene) / aspetta che viene (aspetta: sta venendo); fermati finché sia bello (fermati fino a quando non viene bello) / fermati finché è bello (fermati mentre è bello); mi ha aiutato perché avessi un bel voto (affinché) / mi ha aiutato perché avevo un bel voto (poiché) /.
4.3. In proposizioni relative: cerco una ragazza che sappia il cinese (se c'è: non ho in mente nessuno in particolare) / cerco una ragazza che sa il cinese (oltre al valore della frase precedente, può significare: cerco una ragazza specifica, quella che sa il cinese)


Il congiuntivo può davvero essere sostituito dall'indicativo solo nei casi numerati con 3.

CricketMan79
Posted: Monday, March 30, 2009 7:06:34 AM
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Grazie Elisa
Molto Gentile

E molto difficule sapere quando di usare congiuntivo .. qualche volte parlo


elisa
Posted: Monday, March 30, 2009 8:29:15 AM
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Ciao!

Prego. In realtà il corretto uso del congiuntivo è difficile anche per un madrelingua italiano! Ho appositamente dedicato un post alla scomparsa del congiuntivo nella lingua italiana perchè ormai sembra caduto in disuso, sia nel parlato, sia nello scritto. Brick wall
Persino personalità pubbliche come i politici e i giornalisti d'oh! sbagliano spesso usando l'indicativo anche nei casi in cui il congiuntivo è d'obbligo!Shame on you

Ciao!
Mad Bitetto
Posted: Monday, March 30, 2009 3:43:00 PM
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è vero anche per gli italiani è difficile, ma se volete fare un figurone quando parlate italiano cercate di usarlo!
Come ha detto Elisa spesso si sentono personalità pubbliche italiane che sbagliano i congiuntivi quindi anche quando pensi di non riuscirci cricketman79 pensa che non ci riescono neanche tanti italiani!!!d'oh!
Ma con tanto esercizio e studio si può arrivare a usarlo senza errori. Pensate che io ho uno studente giapponese che non ne sbaglia uno e ha 70 anni. Studia italiano e spagnolo da 4 anni. Sono davvero contenta di sentirlo parlare in maniera così corretta e ritornando a ciò che ha detto elisa, ho pensato proprio
LOL quest'uomo giapponese parla meglio di tanti italiani!
Mad Bitetto
Posted: Saturday, November 14, 2009 4:15:30 AM
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Vi posto una email divertente sul congiuntivo ;-)

Buongiorno. Io sono il Congiuntivo.

Avete tanto parlato di me che mi fischiavano i tempi composti.
Capisco: non c'è argomento che attizzi l'italico amor patrio quanto il mio uso e il mio disuso: ho visto di tutto in questi giorni sulla mailing-list, dal bieco campanilismo (che ne sanno i non-toscani?), al luogo comune più becero (difendiamolo 'sto povero congiuntivo!), dal professorame rosso-blu (<credo che sia> è giusto <credo che è> invece è sbagliato: e chi non è d'accordo è un bastardo) al purismo più vergineo (chi parla bene usa congiuntivi a chili e a quintali!). Per non parlare della vergogna di chi mi sbaglia (vorrei che venga!) e poi dell'orgasmo multiplo di chi mi corregge, autogodendosi.

Vi ringrazio tutti per tanto interesse, ma vi confesso che sono un po' deluso: tutti a parlare di me e nessuno che cerchi di dire chi sono. Mi trattate come un oggetto! Invece io ho un'anima, sono vivo, vivissimo, e soffro nel vedere che di me in fondo non gliene importa niente a nessuno. Nessuno, ma proprio nessuno si chiede mai chi sono, perché esisto, da dove vengo e dove sto andando.

Non posso proprio accettarlo ed è per questo che ho deciso di intervenire in prima persona e di parlare un po' di me.

Tanti anni fa ero giovane, molto indipendente, pieno di energia (e decisamente a modo): quante cose riuscivo a fare, tutto da solo! Si parlava latino a quei tempi e io davo ordini, esprimevo desideri, manifestavo opinioni, elargivo concessioni, mi sbizzarrivo, come tutti i giovani, in fantasie e sogni più o meno realizzabili. Bei tempi!

Oggi sono sono un po' invecchiato (e mi sorprende parecchio che parliate di me ancora come come del giovanotto di un tempo: ma non parlate italiano voi? E come vi viene in mente di dire che io esprimo - che so - un'opinione? Ma quando mai? Una volta forse, quand'ero nel pieno della mia virilità...).

Il fatto è che alla mia età, da solo, non me la cavo più tanto bene e - diciamocelo - tiro un po' al risparmio di energie.

Oh, un momento: su molti piani sono ancora piuttosto indipendente (fossi matto! Che vi prenda un colpo!). Ma con la pigrizia dell'età per esprimere un'opinione mi sono andato a cercare un verbo di opinione, per esprimere una volontà mi son cercato un verbo di volontà... insomma lo ammetto, ci sono tante situazioni in cui se non c'è qualcuno che mi regge finisce che casco!

È per questo che mentre prima facevo un sacco di cose oggi, da vecchio saggio che sono, preferisco starmene buono buono a fare il marcatore di subordinazione.

Intendiamoci: subordinato sì, ma fiero del mio ruolo e pieno di dignità. Mi spiego: se mi regge il verbo <pensare> non è che io mi presti subito a marcare una subordinazione. Eh no, figlioli: mi concedo con parsimonia, io, e solo se servo.
C'è gente che dice <penso che oggi è sabato>.
Ma va benone! Quelli intendono dire solo <oggi è sabato> e attenuano un po' la loro decisione con quel verbo <pensare> che in realtà non significa che stanno pensando qualcosa: significa un banalissimo <fino a prova contraria>. E io non mi spreco per questi casi qui.
Io mi concedo se uno dice <penso che sia giusto fare questo> e mi concedo solo se quello lì sta davvero pensando. Insomma, io marco una subordinata solo se vale la pena di relazionarmi al verbo reggente!
Non ho mica tempi da perdere io!

Certo qualche volta mi tocca lavorare anche quando magari non vorrei.
Ci sono per esempio quelli che introducono la secondaria senza il <che>: eh, in quei casi non ci sono santi, devo intervenire per forza io a marcare la subordinata: <penso sia sabato> (e qui nessuno usa l'indicativo perché non si capirebbe più niente).

Allo stesso modo fanno quelli che cominciano la frase con la secondaria: <che sia opportuno lo affermo con tutte le mie forze!> Anche qui mi usano in parecchi perché altrimenti c'è il rischio di non capire bene che quella frase lì è subordinata (mentre quando la costruzione della frase mi aiuta non sto certo a intervenire io: <affermo con tutte le mie forze che è opportuno>).

Ma non guardatemi sempre con quella faccia sempre pronta al de profundis! Di cartucce da sparare ne ho ancora parecchie. Alla faccia di chi mi dà per spacciato io sono in perfetta forma, tant'è che non è vero che mi usano solo quelli che parlano bene, ma un po' tutti. E perfino in dialetto.

<Tanto pe' canta' - diceva Petrolini - perché ner petto me ce naschi un fiore!>. E cos'è quel <naschi>? Ma sono io, certo! Dopo un perché finale se ci metti quel debosciato dell'indicativo cambi tutto il senso della frase no? Pensaci bene: se preghi perché Silvio sta male significa che ti preoccupi per lui. Ma se preghi perché Silvio stia male...

E mica solo con il perché funziono così: se penso <Silvio magari un giorno si ammala> metto in conto una eventualità, ma se penso <Silvio magari un giorno si ammalasse>...

Insomma, ho la mia età, sono diverso da un tempo, ma (sia ringraziato il cielo) ho ancora un bel ruolo da giocare, ora e in futuro (lo volesse la Madonna!); ma vi prego, non difendetemi più (foste un tantinello sadici?). Sto bene come sto (sia chiaro!). E mi difendo da me (fosse l'ultima cosa che faccio!)


Il Congiuntivo

D@vid
Posted: Friday, November 27, 2009 4:06:21 PM
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Qualche anno fa una mia nipotina che allora aveva cinque anni, guardando alla televisione una competizione olimpica di ginnastica artistica criticò aspramente il commentatore televisivo a suo giudizio troppo severo urlandogli: "oh! Mamma mia, per un errorino! (la ginnasta era caduta rovinosamente al suolo dalla trave) VORREI VEDERE TE CHE COSA AVESSI FATTO SE SARESTI STATO LI' !!!!).

Non riuscivamo a smettere di ridere, non aveva azzeccato un verbo, ma almeno ci aveva provato! :-)))



Mad Bitetto
Posted: Saturday, November 28, 2009 3:51:25 AM
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oddio! Una roba così non mi è mai capitata! d'oh!
loris serafini
Posted: Monday, September 21, 2020 9:23:18 AM

Rank: Newbie

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Buongiorno vorrei sapere se in una frase come questa è consigliabile l'utilizzo del congiuntivo.
Valuteremo se sussistano i presupporti oppure "valuteremo se sussistono". Grazie e cordiali saluti
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Guest


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