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Valori e mentalità italiani Options
elisa
Posted: Monday, March 23, 2009 1:39:23 PM

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Ogni nazione è unica grazie anche alla serie di valori comuni condivisi dal popolo che lo abita. Atteggiamenti, modi di fare e mentalità che modellano l'immagine del Paese sia in patria, sia all'estero.
L'Italia, ad esempio, è una terra spesso associata a valori quali la famiglia e la religione.

Secondo voi questi valori esistono (e resistono) ancora oggi?
Ne avete notati altri tipici del Bel Paese?
Quali differenze o somiglianze avete notato con i valori e la mentalità del vostro Paese?







*ELISA*
tia
Posted: Thursday, March 26, 2009 5:24:59 AM

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si, ho notato che in Italia la famiglia e la religione sono delle parole sacre diciamo... specialmente nel caso degli anziani... I rumeni sono conosciuti como ospitalieri, aperti, sinceri... Va bene, non i Rumeni qui sono in Italia e qui rubano e altre cose ;))... Aprezziamo la famiglia, la religione e la scuola...

ragazza.belle
elisa
Posted: Thursday, March 26, 2009 6:00:56 AM

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Ciao Tia!

Sono d'accordo sul fatto che gli anziani sono più sensibili ai valori tradizionali rispetto ai giovani! Forse in questi anni, con l'avvento della globalizzazione, i valori propri di un Paese si sono mescolati con quelli degli immigrati integratisi oppure i nuovi ritmi frenetici e la situazione di instabilità che caratterizza in particolare quest'epoca ha affievolito l'importanza dei "solidi" (e soliti) valori del passato.

Dici che i Rumeni in italia assumono un comportamento diverso rispetto a quello tenuto in patria:

[TIA wrote: I rumeni sono conosciuti como ospitalieri, aperti, sinceri... Va bene, non i Rumeni qui sono in Italia e qui rubano e altre cose ;))...]

Secondo te, quindi, i popoli quando migrano perdono i valori che rispettavano in patria?
Lo fanno per adattarsi ai valori del Paese ospite?
Oppure li conservano per preservare la propria identità?

*ELISA*
Mad Bitetto
Posted: Friday, March 27, 2009 8:41:53 AM

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Sì concordo che ormai molti valori nel nostro paese, complice la globalizzazione si siano persi.
Durante una lezione di italiano, una ragazza americana alla domanda come passa secondo te la domenica un italiano, mi mi ha risposto "va sicuramente in Chiesa". Molti italiani vanno in Chiesa la domenica, ma i giovani sono davvero pochi e ormani andare a messa la domenica è diventato sempre più raro. Però è intessante che continui ad essere un clichè all'estero.
elisa
Posted: Friday, March 27, 2009 9:40:04 AM

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Ciao Maddalena!

Com'è la situazione nel Meridione?

Si dice che il sud conservi maggiormente le tradizioni e i costumi di un tempo...

*ELISA*
Mad Bitetto
Posted: Friday, March 27, 2009 10:49:26 PM

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Ma onestamente anche qui non si è più così tradizionalisti come una volta.
Certamente il sud rispetto al nord rientra un po' più nel clichè che all'estero si ha degli italiani, ma se ci pensi poi al nord la maggior parte della gente è di origine meridionale e credo che si tenda più a mantenere le proprie tradizioni quando si è lontani dal proprio luogo di nascita che quando ci si vive.
Infatti credo che gli italiani più tradizionalisti siano quelli che vivono all'estero da tanti anni. Questa è una cosa che ho riscontrato in Germania. Persino la lingua tendono a preservare, una lingua che in italia è ormani cambiata. In Germania mi è anche capitato di conoscere una ragazza nata da genitori siciliani e i genitori non volevano assolutamente che si mettesse con un tedesco: un "seceliano" doveva sposare eheh...io l'ho trovato un po' buffo. Non credo che da noi si pensi ancora così, ma magari mi sbaglio.
Mad Bitetto
Posted: Tuesday, June 16, 2009 7:15:58 AM

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A settembre andrò a New York e vedendo la guida ho scoperto che si tiene a little Italy la festa di San Gennaro. http://www.sangennaro.org/ Mi chiedo come sia una festa organizzata da persone che non vivono nel nostro paese e probilmente nati negli Stati Uniti. Sarà molto interessante! Qulcuno di voi conosce altre feste di origine italiana all'estero?
Mad Bitetto
Posted: Thursday, June 18, 2009 7:31:14 AM

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In Italia a volte si esagera e la Chiesa sembra essere ferma al Medioevo. Per esempio il direttore di Radio Maria è dell'idea che il terremoto d'Abruzzio sia stato voluto da Dio per farli partecipare alla passione di Cristo. Qui potete ascoltarlo
elisa
Posted: Sunday, June 21, 2009 10:54:20 AM

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Oddio!d'oh!

C'è da dire che la Chiesa senza dubbio ha ricoperto e ricopre tuttora un ruolo leader nella formazione della mentalità italiana!
Il Papa, come esponente della religione cattolica, interviene sulle questioni più scottanti dell'attualità mondiale, quindi l'Italia, in quanto sua sede, è soggetta ancor più di altri Paesi all'influenza esercitata dalla Chiesa cattolica.

Pensiamo anche solo all'epoca delle nostre nonne: l'autorità in materia di morale era il prete e ogni donna onesta, quando si trovava in difficoltà, si appellava alla Chiesa per ricevere consigli, guida spirituale, protezione o benedizioni.

La stessa idea di famiglia (intesa come unione di uomo e donna a scopo procreativo) tanto cara agli italiani ha radici cristiane. Idea che, grazie alle legalizzazione del divorzio, all'avvento delle coppie di fatto e delle coppie omosessuali, viene oggi messa in seria discussione.



*ELISA*
Mad Bitetto
Posted: Sunday, June 21, 2009 1:41:29 PM

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Sì è messa in discussione!
Ma quanta fatica!!! Gli omosessuali e le coppie di fatto passano per immorali!
Sembra che in Italia i politici preferiscano non fare mai le leggi su argomenti che riguardano il sesso e la morale (soprattutto matrimonio e coppie di fatto, unioni omosessuali, e poi tutto quello che riguarda scelte sul testamento biologico ecc: c'è il rischio di scontentare troppa gente. Meglio lasciare le cose come stanno!)
elisa
Posted: Monday, June 22, 2009 12:10:05 PM

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Il sesso e la morale sono sempre stati ambiti sotto lo stretto controllo della Chiesa.
Non per niente è stato creato il tribunale dell'Inquisizione che giudicava e condannava tutti i comportamenti che la Chiesa riteneva empi, sacrileghi o immorali.
Ora l'Inquisizione non esiste più, ma ho l'impressione che la Chiesa non mollerà facilmente la presa sugli argomenti che le sono sempre spettati!

Dall'altra parte, i politici si guardano bene dall'inimicarsi un "partito" potente come quello della Chiesa cattolica che esiste e resiste da millenni! Come strategia di sopravvivenza politica è decisamente meglio essere appoggiati da un simile potere che opporvisi.
Ma tanto, avendo politici che saltellano allegramente da una coalizione all'altra e addirittura da una sponda politica all'altra a seconda di come tira il vento, di cosa ci meravigliamo? d'oh!

*ELISA*
Mad Bitetto
Posted: Tuesday, June 23, 2009 4:20:09 PM

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A chi lo dici, io ho una confusione in mente!
Per esempio nella mia regione la Lega Nord alle ultime elezioni ha preso molti voti. Ma chi è il pugliese che vota lega nord??? Mah vabbè mistero della fede!
La chiesa si esprime sempre su questioni prettamente etiche. Per esempio si è anche espressa sulla notizia che invade i giornali in questo momento. Famiglia Cristiana dice che il nostro premier è indifendibile e dice:
Non si può far finta che non stia succedendo nulla, i cristiani (come dimostrano le lettere dei nostri lettori) sono frastornati da questo clima di decadimento morale, attendono dalla Chiesa una valutazione etica meno disincantata".
Negli altri paesi non si chiederebbe mai il giudizio della chiesa su una questione del genere...non credete? ( oddio scusate abbiamo fatto di tutto eheh per evitare l'argomento Berlusconi-gate, ma mi è venuto in mente leggendo oggi l'articolo su Famiglia Cristiana)
Mad Bitetto
Posted: Wednesday, June 24, 2009 12:37:58 PM

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Aggiungo un bel monologo illuminante di Travaglio. Questa storia un po' mi coinvolge dato ch eil focolaio parte da Bari ed erano tutte candidate!!! Che vergogna!
Così screditano anche chi magari studia per lavorare in politica, vedendo mancanza di serietà come si fa a portare avanti la propria passione?
d'oh!
elisa
Posted: Sunday, June 28, 2009 5:28:11 AM

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Io in politica, specialmente riguardo all'ambito locale, vedo spesso "cognomi noti" ovverosia i figli o i nipoti dei politici già in carica che vogliono assicurarsi un posticino al sole pure loro!!
Ma i "soliti noti" si vedono anche nel campo televisivo, musicale, universitario, dirigenziale ecc, cioè in tutti quei settori dove è possibile ottenere salari di un certo livello.

Ed ecco che salta fuori una piaga tutta italiana del "raccomandato"!
Solo che, mentre in altri Paesi sussiste la "raccomandazione per merito" in cui un tale consiglia il nome di un giovane promettente basandosi sulle effettive capacità di quest'ultimo, in Italia invece vige la "raccomandazione per nascita o per favori non meglio specificati" che appoggia solo i candidati provvisti di qualche parentela con i loro superiori o che possono portare beneficio in qualche modo al potente di turno (in piena logica do ut des!).d'oh!

Poi ci si lagna che non funziona niente...!!!

*ELISA*
Mad Bitetto
Posted: Monday, July 13, 2009 4:49:06 AM

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L’Italia è un paese per vecchi!
Persino nel calcio metafora dell'Italietta pare sia impossibile far venir fuori nuove leve
Secondo uno studio del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro sul periodo 1997-2007, i giovani italiani che sono riusciti ad integrarsi sono molto pochi: Le università sono piene di professori decrepiti, il nostro premier ha solo 73 anni, gli insegnanti hanno una possibilità di diventare di ruolo dopo i 40 se va bene...si fanno sempre meno bambini perchè i giovani non hanno condizioni di lavoro stabili e non se lo possono permettere. Perchè non si riesce a capire che un ricambio generazionale potrebbe essere un ottimo modo per risollevare le sorti di questo paese?
elisa
Posted: Monday, July 13, 2009 11:29:14 AM

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Il ricambio generazionale implica l'idea di CAMBIAMENTO e RINNOVAMENTO che la mentalità italiana detesta, quindi capisco perchè non avvenga facilmente.
La situazione, però, sta degenerando rapidamente e si è arrivati al punto che il mondo del lavoro risulta bloccato: chi vuole entrarvi non ci riesce perchè le posizioni sono ancora saldamente occupate dalle "vecchie guardie", mentre chi vorrebbe uscirvi non ci riesce perchè il governo non ha soldi per pagargli la pensione!!Brick wall

Se aggiungiamo poi che in Italia è considerato giovane chi ha 40 anni (dato che un manager con un'età inferiore è un fenomeno degno della prima pagina dei giornali), si capisce il profondo significato del termine immobilismo in italiano...!!!d'oh!

*ELISA*
Mad Bitetto
Posted: Monday, July 13, 2009 7:21:41 PM

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vero a 40 anni forse comincia un po' la fase che tutti gli altri vivono a 20: una casa indiepentente dai genitori, si spera dunque un lavoro...in ritardo di SOLI 20 anni!
elisa
Posted: Tuesday, July 14, 2009 6:34:30 AM

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Si tratta di una sfasatura sociale molto pericolosa, a mio parere!
Infatti, la conseguenza è che tutte le fasi della vita connesse ai classici riti di passaggio (l'inserimento nel mondo del lavoro, l'abbandono della famiglia d'origine, la creazione di un nuovo nucleo familiare) vengono posticipate ignorando il fatto che siamo biologicamente settati in modo che ad ogni età corrisponda un determinato ruolo e una data evoluzione!Shame on you

Se negli USA si va a raccontare che uno studente universitario abita ancora a casa dei genitori neanche ci credono!d'oh!

*ELISA*
Mad Bitetto
Posted: Wednesday, July 15, 2009 12:05:03 PM

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un'altra considerazione da fare secondo me è che se penso ai miei genitori a 22 anni già vivevano da soli e molti della loro generazione a qull'età si sposavano e facevano figli. Quindi non so se si tratta di essere indietro rispetto agli altri paesi o di possibilità di vivere una vita autonoma per i giovani al di là della modernità o meno del paese. Sostanzialmente molti qui rimangono a casa perchè non hanno i soldi! Trovare lavoretti retribuiti per gli studenti è difficile e anche lavorare e studiare insieme non è per niente facile.
Si preferisce dunque passare soprattutto gli anni dell'università a casa così i genitori si trovano a pagare solo tasse libri ecc. e non anche un affitto. Ricordo che quando studiavo in Germania tutti gli studenti vivevano da soli, ma molti di loro non lavoravano! Erano i genitori a pagare. Quindi mi chiedo che differenza c'è tra stare a casa a spese dei genitori e stare fuori a spese dei genitori? Si acquista sicuramente più indipendenza! Ma non credo sia tanto bello gravare sui propri genitori che già pagano gli studi. Gli americani mettono soldi da parte per i figli dal momento in cui nascono per poter affrontare l'università che è costosissima, ma ripeto non sono i ragazzi a mantenersi da soli. Ovviamente con le dovute eccezioni presenti anche da noi. C'è chi sacrifica lavorando e studiando anche nel paese dei mammoni.
Daniel-ino79
Posted: Wednesday, July 15, 2009 1:29:58 PM
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Maddalena Graziosi wrote:
un'altra considerazione da fare secondo me è che se penso ai miei genitori a 22 anni già vivevano da soli e molti della loro generazione a qull'età si sposavano e facevano figli. Quindi non so se si tratta di essere indietro rispetto agli altri paesi o di possibilità di vivere una vita autonoma per i giovani al di là della modernità o meno del paese. Sostanzialmente molti qui rimangono a casa perchè non hanno i soldi! Trovare lavoretti retribuiti per gli studenti è difficile e anche lavorare e studiare insieme non è per niente facile.
Si preferisce dunque passare soprattutto gli anni dell'università a casa così i genitori si trovano a pagare solo tasse libri ecc. e non anche un affitto. Ricordo che quando studiavo in Germania tutti gli studenti vivevano da soli, ma molti di loro non lavoravano! Erano i genitori a pagare. Quindi mi chiedo che differenza c'è tra stare a casa a spese dei genitori e stare fuori a spese dei genitori?


Questo e vero solo in parte.

Se i tuoi genitori non guadagnano abastanza o hanno a carico ancora altri figli et cetera la figlia/il figlio studente riceve in ogni caso una borsa studio non rimborsabile.
A parte questo ci sono crediti allo studio con tasso agevolato rimborsabile a inizio lavorativo.

Poi non dimenticare gli assegni familiari (fino al raggiungimento dei 27 anni) che vanno da 164€/mese fino a 195€/mese per figlio, quindi 4 figli corrispondono a 4 x 195 €/mese.

Non piu per me che sono troppo "vecchio" per gli aiuti ;) . :( Ho quasi 30 anni e studieró di nuovo quest anno e purtroppo dovró attacare i miei risparmi :(

Quindi aiuti ci sono e spesso i genitori son contenti di star un po da soli dopo tanti anni ma questo e questione di cultura :)


Mad Bitetto
Posted: Thursday, July 16, 2009 5:40:37 AM

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Certo so che un genitore tedesco per esempio è contento che i figli vadano via a differenza di uno italiano che vorrebbe averlo sempre a casa per curarlo come un bambino di 3 anni...per carità! Avendo vissuto sia in Germania che in Italia l'ho notato. Ma la mia era una considerazione riferita ad un'esperienza personale, molti dei ragazzi che vivano con me in uno studentato a Colonia mi dicevano che erano i genitori a pagare l'affitto. Ovviamente in Italia un genitore può solo sognarsi gli assegni familiari, ma esistono i crediti allo studio con tasso agevolato rimborsabile nel momento in cui si inizia a lavorare anche se la maggior parte degli studenti non li chiede perchè chissà se mai avranno un lavoro dopo la laurea che permetterà loro di pagare i crediti ricevuti. Avere una laurea in Italia è ormai una penalità in molti ambiti.
Le borse di studio ci sono anche qui ma bisogna avere una media molto alta e un reddito molto basso e poi c'è la possibilità di fare un part time all'università che può far quadagnare massimo 900 euro in un anno. Devi anche prendere in considerazione che gli affitti in Italia sono molto più alti rispetto alla Germania e purtroppo Aldi, Plus e così via non hanno lo stesso mercato che c'è in Germania. Insomma quello che voglio dire è che sicuramente la nostra mentalità ci tiene attaccati alla gonna della mamma un po' troppo ( un quarantenne che vive con la mamma è davvero ridicolo) però conosco molti giovani che vorrebbero vivere da soli ma che o perchè lo stato non aiuta le famiglie con studenti a carico, o perchè le famiglie guadagnano lo stretto necessario per vivere, non possono lasciare la propria casa...ma ti posso assicurare che anche in Italia ci sono giovani che lo desidererebbero e persino qualche genitore Dancing

Io ho studiato in Germania per un anno con una borsa di studio da 600 euro al mese e mi avanzavano anche. Al centro di Colonia vicino la Schildergasse pagavo soltanto 180 euro per una stanza con bagno e corrente, acqua e internet incluso. Qui anche in una città come la mia Bari, che per intenderci non è Milano, Venezia o Roma, il minimo è 300 euro al mese...si parla dunque del doppio, considerando che non ci sono tutti gli aiuti che tu hai elencato, diventa davvero difficile per una famiglia, soprattutto se si hanno più figli che frequentano l'università. Quindi l'unica soluzione è stare a casa! So che è assurdo ma è così.
elisa
Posted: Thursday, July 16, 2009 8:08:22 AM

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Purtroppo la situazione economica dei giovani che studiano in Italia non è per niente facile.

Le migliori università si trovano prevalentemente in città con un notevole passato storico -quali Firenze, Siena, Pisa, Milano, Venezia, Padova- e quindi soggette ad un costo di vita e di affitti decisamente elevato!

Parlando di Venezia, posso dire che l'unico modo per possedere una casa in questa città è ereditarla!Gli affitti sono sostenibili solo da persone che hanno già un buon lavoro e condividono comunque l'appartamento.
Le borse di studio elargite dall'università Ca Foscari vanno richieste ogni anno e sono ottenibili sono da un esiguo gruppo di persone (rapporto di 1:100.....praticamente bisogna essere il quarto figlio di una famiglia con padre disoccupato, madre casalinga e nonni a carico per avere qualche speranza). A coloro che sono giudicati idonei alla borsa di studio ma non riescono ad ottenerla viene invece offerto un lavoro part-time retribuito all'interno dell'Unive per ammortizzare le spese (ma questo implica conciliare lavoro e studio).Eh?

A Milano gli affitti di 1 SINGOLA STANZA si aggirano in media sui 500 euro spese escluse.
Se a questo ci aggiungiamo le spese per il vitto, i libri di testo, le bollette e magari la frequenza di una Università privata allora si spende un vero e proprio patrimonio. Neanche i Master sono convenienti perchè arrivano a costare da un minimo di 3500 euro annui ai 20.000!!!d'oh!

Si potrebbe sostenere che per un fine così alto come quello dello studio accademico questi sacrifici valgono la pena di essere affrontati. Ma qui sta al fregatura in Italia: dopo 5 anni di continui esborsi e sacrifici, il giovane neolaureato viene catapultato in un mondo del lavoro che non riesce ad inglobare la sua figura e si trova a cercare lavori quali operatore call center, cameriere/a, commesso/a, segretario/a (sempre che non venga assorbito dal perverso sistema degli stage NON RETRIBUITI!!).Brick wall
Risultato? Anni di stenti gettati a vento perchè la sua carriera sarà uguale a quella di un semplice diplomato, altro che recupero dei soldi investiti negli studi!!!Not talking


*ELISA*
Mad Bitetto
Posted: Friday, July 17, 2009 5:19:32 AM

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Sì ormai credo che si possa considerare l'università più qualcosa che una persona sceglie di fare per cultura personale e arricchirsi che per una prospettiva futura. Mia zia è professoressa di italiano e storia in un liceo, sua figlia quest'anno si è iscritta all'università e mi ha detto piuttosto che investire soldi per farle studiare LINGUE, LETTERE, SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE, SCIENZE DELL'EDUCAZIONE...le apro un negozio!!! Questo è ciò che pensa un'insegnante di liceo diventata di ruolo a 40 anni. Sua figlia studia inegneria ora in modo da andare all'estero un giorno a lavorare dato che ora non se lo può permettere di farla studiare fuori. Sua figlia vivrà a casa con la famiglia come la maggior parte degli studenti italiani non perchè sia una mamma chioccia che vuole legare la propria figlia a casa, ma perchè non ce la farebbe mai a pagare tutto avendo un'altra figlia. Questo è ciò che io volevo dire. Gli italiani saranno anche mammoni ma questa situazione spesso è forzata ed è la conseguenza di cattive scelte politiche e personale non qualificato per posti di lavoro di responsabilità.

Chia ha frequentato un'università pubblica in Italia sa che non solo bisogna pagare, ammazzarsi sui libri, ma avere spesso a che fare con professori-baroni troppo vecchi per stare al passo con i tempi e per non parlare del personale amministrativo. Avendo fatto il part time all'università vi posso assicurare che almeno all'Università di Bari hanno tutti gli stessi cognomi e molti dei dirigenti non sanno nemmeno accendere un pc! Scandaloso! Allo sportello dell'ufficio dove ho lavorato nessuno voleva fare il turno espesso lasciavano una signora SORDOMUTA a fare sportello!!!!! Ma si può?

Concordo con Elisa e aggiungo che non solo a Venezia bisogna erditarla la casa! Ma un po' in tutte le città universitarie se poi si sceglie Milano non ne parliamo proprio.
Insomma la conclusione è che i cambiamenti vanno fatti ma la mentalità non cambierà mai se continuerà a non regnare la MERITOCRAZIA! Il problema sostanziale è quello...solo così si potrebbe sperare di avere gente valida al governo che cambi il sistema e permetta alle famiglie e ai giovani di vivere una vita decente!d'oh!

elisa
Posted: Saturday, July 18, 2009 6:36:44 AM

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Quello che ha citato Maddalena è un vero e proprio paradosso della società italiana che si sta verificando giusto in questi anni.

Infatti mentre nel resto del mondo (USA, America del Sud, Cina) ad un titolo di studio elevato corrisponde una posizione lavorativa elevata, quindi le famiglie fanno il possibile per garantire ai figli la possibilità di accedere all'Università e una carriera di dottorato è vista come il non plus ultra, in Italia invece assistiamo a un perverso meccanismo che premia i diplomati e svantaggia i laureati.

Per esempio in Italia un giovane provvisto di un diploma tecnico (elettronico, idraulico, informatico ecc.) riesce ad inserirsi in modo relativamente veloce e facile nel mondo del lavoro abbracciando una professione che gli garantisce più di altre un lavoro fisso e spesso anche una forma di carriera.
Invece un laureato viene snobbato dal mondo del lavoro perchè gli imprenditori sono obbligati a versargli uno stipendio più alto per via del titolo di studio (quindi preferiscono assumere un diplomato che possono pagare meno) e perchè si teme che il laureato voglia fare carriera, percorso raramente accessibile in Italia (se non nelle pubbliche amministrazioni o nelle risorse umane).

Accade così che una laurea nel mercato del lavoro italiano rappresenti più un elemento di svantaggio che di vantaggio, spingendo i giovani e le loro famiglie ad evitare di investire soldi tempo ed energie in un "pezzo di carta" che alla fine assume solo un valore personale ma non ripaga certo dal punto di vista lavorativo/economico degli sforzi compiuti per ottenerlo.d'oh!



*ELISA*
Mad Bitetto
Posted: Monday, July 20, 2009 5:59:34 AM

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Un'idea sarebbe occultare di essere referenziati...eheh
Alcuni datori di lavoro appena sentono laurea, donna, età dai 25 ai 35 pensano questa non la prenderò mai preferiscono una anche meno capace ma da pagare meno. Diverse volte mi sono sentita dire "lei ha troppe qualicfiche per questo lavoro anche perchè le posso rimborsare solo le spese ( che oscillanno dai 100 euro ai massimo 550 Euro, se proprio si è fortunati) per uno stage ( ormai si preferisce avere stagisti, ergo forza lavoro gratis)
C'è anche da dire che è molto frustrante per un laureato trovarsi a fare cose che non hanno assolutamente nulla a che vedere con il corso di studi affrontato con tanti sacrifici. La vita da studente non è per niente facile! Il nostro ministro dell'istruzione poi dice che la scuola va riformata soprattutto al sud dove nulla funziona e sta effettuando tagli sia tra il personale docente che ATA. L'abilitazione all'insegnamento non si può prendere. Il ministro dell’Istruzione PERò ha partecipato all’esame per diventare avvocato e lo ha superato brillantemente ma a Reggio Calabria. Non a Brescia o a Milano, dove ha sempre vissuto e lavorato. Credo di non dover aggiungere altro!
elisa
Posted: Monday, July 20, 2009 7:46:26 AM

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Già,la frustrazione è un sentimento molto comune per i laureati italiani, specialmente per quelli dell'area umanistica!Silenced

A questo proposito c'è da dire che, a rendere la vita ancora più difficile ai futuri insegnanti, ci si è messo pure il ministero dell'istruzione: mentre negli scorsi anni per ottenere l'abilitazione di insegnante era obbligatoria la frequenza di un corso biennale oltre alla laurea magistrale, ora è stato cancellato pure quello!
Risultato?
Un vuoto di formazione che vede giovani appena usciti dall'università spinti sulla cattedra ad insegnare senza la dovuta preparazione, dall'altro una schiera di laureati che hanno seguito anche il corso biennale che pretendono giustamente di avere la precedenza nelle graduatorie per ottenere la cattedra.Brick wall

Come si può riformare la scuola per renderla migliore se neanche ci si preoccupa di creare un sistema efficace per la formazione e il reclutamento degli insegnanti??!!d'oh!

*ELISA*
Mad Bitetto
Posted: Tuesday, July 21, 2009 3:31:32 AM

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Ma se non sappiamo arrivarci da soli perchè non copiamo? Come fanno i finlandesi a diventare insegnanti? Copiamo il loro modo di formare...che male c'è a emulare chi fa meglio di noi!
elisa
Posted: Tuesday, July 21, 2009 5:35:29 AM

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Gli italiani sono bravissimi a copiare i provvedimenti ben riusciti di altri Paesi snaturandoli poi in patria!Not talking

La faccenda "stages", ad esempio, proviene dai Paesi anglosassoni e rappresentava in origine il periodo di apprendistato in cui il giovane fresco di studi imparava un mestiere affiancato da un esperto del campo e poi si metteva in proprio o veniva assunto regolarmente.

Invece quando questa struttura che in sè aveva un senso è arrivata in Italia ha subito un processo di "adattamento ai costumi locali" che l'ha trasformata da avviamento professionale a sfruttamento intensivo privon di un salario minimo (anzi, spesso a titolo gratuito!!!) e privo di concreti sbocchi lavorativi al termine!Brick wall

Proprio vero il detto italiano "fatta la regola, trovato l'inganno"!!

*ELISA*
Mad Bitetto
Posted: Wednesday, July 22, 2009 3:51:59 AM

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Sì le aziende ormai offrono solo stage e spesso non retribuiti! Niene a che vedere con quello che si intende negli altri paesi anche perchè qui di solito alla stagista fanno fare tutti lavori inutili e da cui non si impara nulla tipo fotocopie, posta, data entry e spesso ingegneri si trovano a fare questi lavori durante lo stage.
Molte aziende nemmeno ne hanno realmente bisogno ma prendere uno stagista nel proprio organico significa avere dei sovvenzionamenti dello stato. L'obiettivo poi non è quasi mai l'assunzione e quindi quando si va oltre i limiti stabiliti dalla legge si cambia semplicemente stagista! I giovani oggi collezionano stage, ma molte offerte di lavoro richiedono esperienza di almeno due anni in un settore. Davvero difficile!
elisa
Posted: Friday, July 24, 2009 10:34:28 AM

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Concordo!

Io mi sono trovata esattamente nella situazione che descrive Maddalena!

Dato che non si riesce a trovare lavoro appena usciti dall'universita' allora si viene inghiottiti dal "sistema stage" che offre alle aziende manodopera specializzata a costo zero, al neolaureato la famigerata "esperienza" che in realta' non vale nulla a meno che non sia di almeno 2 anni.
Ergo, ci si trova spesso a dover affrontare multipli stage finche' non si e' raggiunta un'esperienza almeno biennale nel ruolo prescelto. Ma questo significa aver lavorato per 2 anni gratis o quasi!d'oh!
Tutto cio' dopo una laurea che ha richiesto 5 anni di studi, soldi e sacrifici.
Chi volesse raggiungere presto l'indipendenza economica deve stare alla larga da lauree e affini!!Brick wall

Senza poi parlare della qualita' dello stage!Altro che affiancamento con un esperto, a me quasi sempre e' successo di essere sistemata davanti al computer con mansioni di data entry che potevano essere svolte da un semplice diplomato!
Vieni impiegata come un tuttofare che svolge i lavori "ingrati" con la scusa di essere l'ultima ruota del carro, quando in realta' non dovresti essere usato come forza lavoro e dovrebbero venirti insegnati i segreti del mestiere!

Il risultato e' uno sfruttamento intensivo che non fornisce vere capacita' al neolaureato ma che riempie l'azienda di innumerevoli vantaggi: sovvenzioni statali, manodopera a costo zero per le mansioni minori, contenimento dell'organico stipendiato. Infatti un laureato che lavora gratis e' meglio di un diplomato da pagare ed assumere!Shame on you

A questo punto scappare all'estero comincia a divenire l'unica via d'uscita in grado di garantire se non altro maggiori soddisfazioni professionali e la speranza di un contratto di lavoro!

*ELISA*
Mad Bitetto
Posted: Saturday, July 25, 2009 4:52:39 AM

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Ma no che estero?
In Italia non cìè crisi! Stiamo meglio degi altri paesi europei d'oh!
Non ho mai visto nessuna persona negativa raggiungere risultati positivi eheh

Ci vuole un coraggio a dire queste cose!
elisa
Posted: Monday, July 27, 2009 2:22:10 PM

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Beh il fatto che i politici locali invece di affrontare la crisi e prendere i provvedimenti necessari la neghino secondo me non fa che peggiorare le cose!
La crisi secondo loro e' solo una sorta di "effetto psicologico".....vai a raccontare a tutti i lavoratori licenziati o messi in cassa integrazione che hanno perso il lavoro a causa di un "effetto psicologico"...!!!!!d'oh!

*ELISA*
Mad Bitetto
Posted: Tuesday, July 28, 2009 7:07:49 AM

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Sì io penso che nel mondo ci siano tanti casi inspiegabili. Tutto quello che circonda la nostra esistenza è spesso avvolta dal mistero com è avvolto dal mistero il motivo per cui queste persone sono al potere!!!d'oh!
elisa
Posted: Monday, August 3, 2009 4:22:39 PM

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Prendiamola con filosofia (non c'è altro modo...)!!!!

*ELISA*
Mad Bitetto
Posted: Wednesday, September 9, 2009 2:45:56 PM

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Di solito gli italiani vengono definiti mammoni, non viaggiano molto o almeno non abbsatanza per conoscere il mondo e capire perchè delle cose vanno cambiate. Ma noi italiani non siamo tutti così e questo ragazzo ne è la prova. Ha iniziato un viaggio intorno al mondo e scrive delle sue avventure in italiano sul suo blog. Potete anche lasciare commenti e vedere tante belle foto. Può essere un buon allenamento linguistico, oltre al fatto che il contenuto è molto interessante...
http://www.sergiorufini.it/
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