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Patriottismo in Italia Options
elisa
Posted: Saturday, June 20, 2009 5:19:13 AM

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Il patriottismo è un ideale che alcuni Paesi sembrano coltivare maggiormente e altri meno, tanto da trovarsi di fronte ad eccessi di fanatismo o, al contrario, di scarso interesse per la politica e le azioni di governo della madrepatria.

Negli Stati Uniti, ad esempio, la Patria è un valore molto sentito, come testimoniato dall'affollamento delle celebrazioni legate ad essa e dal forte senso di identità trasmesso da scuole, chiese e politicanti ai singoli cittadini.

In Italia la situazione è molto diversa. Tra calciatori della nazionale che non conoscono l'inno, partiti politici che auspicano la secessione e città che antepongono l'orgoglio cittadino a quello nazionale, il patriottismo sembra ormai un valore d'altri tempi.

Voi cosa ne pensate?
Cosa può avere causato la perdita di senso patriottico?
Oppure l'Italia è di sua natura un Paese di scarso patriottismo?
Secondo voi si tratta di un ideale da recuperare?
Ed è concretamente recuperabile?
In quali modi?



*ELISA*
Mad Bitetto
Posted: Sunday, June 21, 2009 1:52:32 PM

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Io il patriottismo l'ho sempre visto come un valore pericoloso. Degli Stati Uniti non mi piace proprio quello. Secondo me il patriottismo ha solo conseguenze negative perchè porta a vedere lo straniero come un diverso.

Mi piace ascoltare gli inni nelle competizioni sportive perchè lì in fondo ci si sfida per dimostrare di essere migliori degli altri in una particolare disciplina, ma negli altri ambiti no. Credo sia bello avere senso storico e delle tradizioni del proprio paese ma questo non ha nulla a che vedere col patriottismo.
elisa
Posted: Monday, June 22, 2009 11:25:40 AM

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Il patriottismo è una lama a doppio taglio che va maneggiata con attenzione.

E' utile per fornire un senso di appartenenza e di identità comune ai cittadini di un dato Stato che magari hanno decisamente poche caratteristiche che li rendano simili.
In sostanza, ha senso se impiegato come collante e come forma di coesione sociale.
Ricordiamo, infatti, che è stato lo slancio patriottico dell'Ottocento a favorire l'Unificazione d'Italia determinando la liberazione delle varie regioni dalla dominazione straniera.

Tuttavia, se trascinato fino alle estreme conseguenze, il patriottismo può facilmente diventare fanatismo e quindi affermarsi a discapito dell'altro, dello straniero visto appunto come "estraneo".

Secondo me un coltivare un minimo senso patriottico può far bene a una nazione per allontanare le spinte secessioniste e per favorire l'amalgamarsi delle varie componenti sociali (o delle varie etnie) esistenti. L'importante è non esagerare, altrimenti ci si ritrovano nazioni egocentriche che non accettano di mettersi in discussione, bensì pretendono di imporre al resto del mondo i propri punti di vista e stili di vita perchè li ritengono i migliori possibili.


*ELISA*
Mad Bitetto
Posted: Friday, June 26, 2009 8:12:54 AM

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Sì senza dimenticarci che è anche uno dei valori portati avanti dalle dittature!
Come collante certo può tornare utile anche se il collante esclude sempre qualcosa e nascono forme di discriminazione inevitabilmente! L'Italia sorprendentemente sta diventando paese di immigrazione e sono rimasta molto male dalla reazione avuta dal governo. Spero che gli immigrati venuti in Italia riescano ad ambientarsi senza troppi asti da parte della Lega per esempio che addita quaste persone come pericolose!
elisa
Posted: Thursday, July 02, 2009 4:55:05 AM

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Sicuramente!

Stavo pensando al patriottismo però in un'ottica meno accentuata, come forma di ritorno ad occuparsi attivamente delle sorti dello Stato.
Data la recente apatia politica in cui sembra sia caduta gran parte del popolo italiano, un po' di patriottismo non imperialista potrebbe risvegliare alcune coscienze e magari portare gli italiani a ribellarsi allo status quo, a una classe politica corazzata di privilegi e favoritismi, allo logiche di potere che infestano la politica rendendola un mero gioco di potere.

Bisognerebbe però essere uniti, convinti e perseveranti e l'Italia purtroppo non possiede il senso comunitario necessario per questo tipo di azioni.
Quando c'è qualche diritto da difendere o qualche protesta di norma scende in campo solo la parte direttamente lesa, le altre non formano un fronte comune, ma cercano di tutelare i propri interessi anche a scapito delle altre.


*ELISA*
Mad Bitetto
Posted: Friday, July 03, 2009 5:30:18 AM

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sì ma tale problema non credo sia collegato al patriottismo ma al menefreghismo e alla mancanza di cultura. Un paese come che ne so la Svezia va vanti bene, fa i propri interessi in maniera equilibrata ma non credo dipenda dal fatto che gli abitanti siano più patriottici degli italiani. Credo che per certi versi sia addirittura il contrario, ma quello di cui tu parli è senso comune....BUON SENSO che manca totalmente qui.
Sai quante volte in Germania ho visto cose a cui un italiano avrebbe reagito con un unico pensiero: MA CHI GLIELO FA FARE? In Italia abbiamo la mentalità che se una cosa non ci tange direttamente non ci interessa e possiamo pure continuare a farci i fatti nostri soprattutto perchè battersi affinchè un altro venga rispettato ci sembra davvero troppo impegnativo! Lo stesso meccanismo scatta quando uno mangia una banana in macchina e fa volare la buccia dal finestrino ( mi è successo proprio ieri con l'auto davanti alla mia). Cosa interessa all'italiano medio che la strada sia pulita o meno? Mica è "sua"! Viviamo in una realtà che non esiste e credo che un buon modo per uscire da questa situazione LO RIPETO sia inventare un ordigno esplosivo per le televisioni italiane e invece di mandare a casa giornali di propaganda politica un po' porno, propongo una bella copia di 1984...ILLUMINANTE...mah anche la fattoria degli animali credo lo sia d'oh!
elisa
Posted: Friday, July 03, 2009 5:41:52 AM

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In Italia purtroppo sopravvivono sia gli antichi contrasti territoriali (Nord contro Sud e capoluoghi contro città vicine)che non favoriscono una coscienza nazionale unitaria e salda, sia la mentalità secondo cui "ciascuno deve badare al proprio orticello" alla quale è facile aggiungere "e chi se ne frega degli altri".
Un po' una forma alla homo homini lupus!d'oh!
Il concetto dell'unione che fa la forza è penetrato solo all'interno di una stessa comunità ma non spinge le altre parti a far fronte comune.

Il problema salta fuori quando arriva una crisi che investe tutta la comunità (come in questo periodo!) e che richiederebbe una risposta comune. Invece spesso il risultato è l'imprenditore di turno che cerca di fregare gli altri imprenditori o i propri dipendenti seguendo la logica profondamente individualista dell'arraffa più che puoi finchè puoi.

Chiaro che in questo modo non si approda a nulla... ma tanto, "chi se ne frega degli altri", no?






*ELISA*
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